Il contesto territoriale


Atri, l’antica “Hatria-Picena”, sorge su un colle da cui si gode un suggestivo panorama che si distende al mare, alla valle del fiume Vomano, al Gran Sasso, alla Maiella. Nel periodo preromano era già un centro rispettabile, in cui fiorivano attività di scambi e di commercio, come testimonia la coniazione di monete autonome. Conquistata dai Romani nel 289 a.C., divenne colonia latina, municipio alleato nell’89 a. C. e colonia romana nel 27 a.C. Nel periodo medievale la città si costituì in libero comune, con propri statuti.

A partire dal sec. XV, in Atri si insediò la signoria degli Acquaviva, famiglia tra le più nobili d’Italia, che legò per quattro secoli la sua storia a quella della città.

Citata da storici famosi quali: Polibio, Strabone, Tolomeo, Tito Livio, Plinio, Silio Italico, Cassiodoro, Paolo Diacono, Atri, oltre alle sue bellezze naturali e paesaggistiche, tra le quali i “calanchi”, conserva tesori artistici di indubbio pregio e valore. Su tutti, la Basilica Cattedrale (sec. XIII); le chiese di S. Nicola, S. Francesco e S. Domenico (sec. XIII); il Palazzo degli Acquaviva (sec. XV); il Museo Capitolare ed il Museo Archeologico.

Il comune di Atri oggi copre un territorio di 92 km. quadrati circa ed ha un’altitudine massima di 442 m. sul livello del mare. Il settore economico di maggiore consistenza nel nostro comune è l’agricoltura, anche se in misura minore rispetto al passato. I settori prevalentemente presenti sul suo territorio riguardano le attività miste, di zootecnia, di viticoltura, olivicoltura. Il numero delle aziende è di 800; gli addetti: 2000.

Le produzioni preminenti sono: graminacee, ortaggi, uva, olio, girasole, mais, carni e formaggi. Una delle due principali colture del nostro comune è la vite, poiché il terreno delle colline è ideale. Le varietà di vino più diffuse sono: il Montepulciano, il Sangiovese, il Trebbiano, la Malvasia, mentre tra le uve da tavola più note della zona è opportuno ricordare l’uva Regina e l’uva Cardinale.

L’altra coltura tipica del territorio è quella dell’ulivo. Esso, nella nostra zona, vanta tradizioni remote con buoni risultati per qualità e quantità del prodotto.

Le varietà più comuni di olive della nostra zona sono: la Carboncella, il Manzino, il Castiglionese, il Lecciano, il Tortiglione e la Dritta. Un valido apporto all’economia atriana è dato dal settore artigianale che è presente sul territorio del comune con n. 305 aziende, addetti n. 580, settori interessati: l’edilizia, la meccanica, la molitura, le confezioni, la produzione dolciaria, i trasporti, il restauro e le arti tipografiche e vetrarie ed altri… Le produzioni preminenti sono: olio, farina, articoli di pelletteria, accessori, mobili, edilizia in genere, di recupero edilizio, dolciumi, lavori in vetro.

Gli ultimi dati statistici del 2013 riportano una popolazione di 10.941 residenti di cui 424 stranieri, su 4250 famiglie.

La popolazione scolastica comprende anche quella di comuni vicini quali: Silvi, Pineto, Castiglione, la Val Fino, Cellino Attanasio, Città Sant’Angelo e Montesilvano.